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Lactobacillus acidophilus NCFM

È uno dei probiotici più studiati al mondo, con decenni di ricerca alle spalle. Fu isolato negli anni ’70 dalla North Carolina State University (da cui la sigla NCFM) ed è considerato il punto di riferimento per questa specie batterica. Serve principalmente a ridurre i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (dolore e gonfiore) e a prevenire la diarrea associata agli antibiotici. Alcuni studi indicano benefici anche per la stitichezza e per la digestione del lattosio.

In Italia il prodotto di riferimento è Lactobioma di Biomalife (Unifarco), in capsule. Ogni capsula contiene 2 miliardi di UFC di Lactobacillus acidophilus NCFM in associazione con Lactobacillus casei Lc-11 (1 miliardo). Si prende una capsula al giorno, preferibilmente al mattino con la colazione. È senza glutine e naturalmente privo di lattosio.

Come arriva vivo al colon? È stato isolato dall’intestino umano e possiede naturalmente la capacità di resistere all’acidità dello stomaco e alla bile. Studi hanno dimostrato che dopo somministrazione orale il batterio viene ritrovato nelle feci, confermando che arriva vivo nell’intestino, dove aderisce alla parete e svolge la sua azione.

Fare lo yogurt in casa con NCFM

A differenza dei bifidobatteri, Lactobacillus acidophilus NCFM addensa il latte e può essere usato per preparare yogurt in casa. Il metodo è semplice: sciogli il contenuto di una capsula di Lactobioma in un litro di latte tiepido (eventualmente con un cucchiaio di zucchero o inulina), e tieni in yogurtiera a 37-40°C per 12-24 ore. Si ottiene uno yogurt dalla consistenza normale con una carica batterica che si moltiplica durante la fermentazione. Puoi conservarlo in frigo e usarlo come starter per cicli successivi, anche se dopo 2-3 passaggi conviene ripartire da una capsula fresca per mantenere la qualità.

In Italia non esistono yogurt confezionati che dichiarano in etichetta il ceppo NCFM.