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Differenza tra microbioma e microbiota

I termini microbiota e microbioma vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano due concetti diversi. Capire la differenza non è una questione di precisione linguistica: serve a evitare fraintendimenti comuni e a interpretare meglio articoli, test e discorsi sull’intestino. Quando questa distinzione non è chiara, si tende a confondere ciò che c’è con ciò che sta succedendo.

Con microbiota si intende l’insieme dei microrganismi presenti nell’intestino in un dato momento. È una fotografia della popolazione microbica: batteri e altri microrganismi che vivono soprattutto nel colon e che partecipano alla digestione dei residui non assorbiti, come fibre e carboidrati fermentabili. Parlare di microbiota significa quindi parlare di una composizione, che può cambiare nel tempo in risposta all’alimentazione, ai farmaci, alla motilità intestinale e allo stato della mucosa. È un concetto utile quando si vuole descrivere chi è presente, ma dice poco su come quel sistema sta funzionando.

Il microbioma, invece, è qualcosa di più ampio. Non riguarda solo i microrganismi, ma anche il loro patrimonio genetico e le funzioni che svolgono. Quando si parla di microbioma si fa riferimento all’insieme delle attività biologiche che avvengono nell’intestino grazie ai microrganismi: fermentazione delle fibre, produzione di acidi grassi a corta catena, interazione con il sistema immunitario e influenza sulla barriera intestinale. In altre parole, il microbioma descrive il comportamento del sistema, non solo la sua composizione.

Questa distinzione è importante perché due persone possono avere un microbiota simile, ma un microbioma molto diverso. Gli stessi microrganismi possono produrre effetti differenti se l’ambiente intestinale cambia. Un colon infiammato, un transito rallentato o un carico fermentativo elevato modificano il modo in cui i microrganismi lavorano, anche senza grandi variazioni nella loro presenza. Per questo concentrarsi solo su “quali batteri ci sono” porta spesso a conclusioni parziali.

La confusione tra microbiota e microbioma emerge spesso anche nella lettura dei test. Molti esami descrivono la composizione microbica, ma vengono interpretati come se raccontassero automaticamente il funzionamento dell’intestino. In realtà una fotografia statica non spiega come quel sistema reagisce agli stimoli quotidiani né perché certi sintomi compaiono o scompaiono. Senza questa distinzione, si rischia di attribuire ai microrganismi un ruolo che dipende invece dal contesto in cui si trovano.

Capire la differenza tra microbiota e microbioma aiuta anche a ridimensionare l’idea di interventi diretti e rapidi. Modificare una composizione non significa necessariamente modificare una funzione. Spesso è l’ambiente intestinale a guidare il comportamento dei microrganismi, non il contrario. Questo concetto diventa più chiaro se collegato al ruolo operativo descritto in Batteri e altri microrganismi intestinali, dove emerge cosa fanno davvero nel colon.

Questa distinzione trova il suo significato all’interno della Flora batterica o microbiota, che fornisce la cornice generale per leggere equilibrio e squilibrio intestinale senza ridurre tutto a una lista di microrganismi. Capire cosa si intende per microbiota e microbioma non dà soluzioni immediate, ma aiuta a porre le domande giuste e a evitare interpretazioni semplicistiche di un sistema complesso.